DORMONO SULLA COLLINA. 3: l’architetto

Sei marocchino? No, sono francese. La sorte di chi sale dall’Africa in Europa è la stessa a Parigi, Roma, Berlino, Londra. La sua origine Mohamed Amine l’aveva tatuata sulla pelle olivastra e sulla faccia così compatibile con tutti gli stereotipi nordafricani. Ma si può essere meno francese dei francesi se si insegna ai francesi come progettare ambienti, palazzi, città? Mohamed Amine lo faceva alla scuola superiore di architettura di Parigi: un insegnante giovane (28 anni) ma non certo meno autorevole e capace. Eppure me li immagino alcuni – non tutti, non la maggioranza… spero – dei suoi studenti lanciare battute a mezza voce sulle sue origini. E chiedergli: sei marocchino? No, sono francese, l’immancabile risposta. Forse la domanda l’hanno formulata anche al bar Le Carillon di rue Alibert, dove il professore si trovava la sera del 13 novembre. La risposta è arrivata improvvisa ed inaspettata. Nel locale dai tavoli di legno grezzo, con la colonna degli spari che copriva le note di smooth jazz che fanno abitualmente da sottofondo. Chi ha le armi in pugno non fa domande. Non chiede: sei marocchino? Chi ha le armi in pugno dà risposte. Anche quelle che non vorrebbe dare. No, sono francese, non disse Mohammed Amine.

© 16 novembre 2015

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