DORMONO SULLA COLLINA. 1: il tassista

Della partita che si stava giocando allo stadio di Saint Denis non gli importava molto. Del resto Manuel era portoghese ed in campo c’erano  Francia e Germania. Lui era lì per lavoro: aveva portato con il suo taxi un piccolo gruppo di tifosi francesi, i quali lo avevano prenotato anche per il ritorno. Niente di più normale: da vent’anni lavorava come «driver» per la società Reims Regnault Coaches. Ecco perché mentre i suoi passeggeri si allontanavano dall’auto in direzione dei tornelli dell’ingresso D dell’impianto, ed un altro potenziale passeggero si è avvicinava a passo veloce, non ha potuto fare a meno di pensare: «Anche a lui la partita interessa poco». Poteva salire in auto, Manuel: ingranare la marcia e andare via. A caccia di clienti altrove. Invece è restato fuori dall’abitacolo, in attesa. Avrà notato l’agitazione dell’agente dello stadio che, laggiù, si sbracciava? Non sa, Manuel, che quell’agente voleva perquisire un tipo sospetto il quale, biglietto alla mano, stava entrando allo stadio. Poi, per evitare i controlli, quel tipo sospetto ha fattodietro front e si è diretto verso il tassista. Quell’agente diventerà uno degli eroi del 13 novembre: di fatto ha impedito all’uomo imbottito di esplosivo di entrare allo Stade de France e farsi esplodere sugli spalti gremiti. Invece il kamikaze si è fatto saltare in aria mentre fuggiva, a pochi metri da Manuel. Disintegrandosi. E disintegrando con lui anche Manuel. Poteva essere una strage: è morto solo un tassista 63enne, marito e padre di due figlie.

© 16 novembre 2015

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