Bruno Fabris

Sono Bruno Fabris, giornalista professionista sessantenne. Il fatto che sia in pensione dal luglio 2015 non vuol dire che abbia smesso di essere un giornalista o di praticare la professione. Anzi. Dopo un trentennio passato in diverse redazioni tra Roma, Milano, Padova, Vicenza e Verona coprendo praticamente tutti i settori (dalla cronaca nera e giudiziaria agli interni-esteri, dalla provincia allo sport), ho finalmente l’opportunità di occuparmi di ciò che mi interessa.
Raccontare storie. Quelle sportive, metafore perfette della complessità della vita, e quelle umane: dal Mondo piccolo nel quale vivo (la provincia veronese) al Mondo grande che ci arriva in casa da tutti i mezzi di informazione.
Il blog. Palle in/attive perché è da questa situazione che, nel calcio moderno, nascono oltre la metà delle reti che si segnano. Calciare/scrivere da fermo può essere, dunque, il modo migliore per centrare la porta. Ed il gol, in questo caso, non può che essere una storia. Quelle che leggerete e che, spero, vi piaceranno.
Note personali. Sono nato a Roma, nel popolarissimo quartiere della Garbatella. Ho lasciato la Capitale a 23 anni a caccia di sogni: una ricerca che mi ha portato a Milano, poi a Padova ed infine nella provincia vicentina-veronese. Ho tre figli che pensano sia troppo vecchio per reinventarmi blogger: un’ottima ragione per tentare di smentirli. Sono un lettore accanito con una predilezione per i gialli storici, la storia medioevale e la storia del calcio. In cucina me la cavo abbastanza bene ma non aspettatevi piatti elaborati: la semplicità di un ajo-ojo-peperoncino non è facile da ottenere ma è insuperabile.