EUROPEI. FRANCIA 1960
LE MAGNIFICHE QUATTRO

Dopo gli ottavi di finale i primi Campionati europei di calcio per nazioni entrano nel vivo. Con l’Unione Sovietica qualificata alla fase finale senza aver giocato per il ritiro politico della Spagna, bisogna decidere quali saranno le altre tre squadre che la raggiungeranno in una sede che è ancora da decidere. I futuri padroni di casa della Francia se la vedranno con l’Austria, la futura finalista Jugoslavia con il Portogallo e la Cecoslovacchia con la Romania. Si tratterà di altre tre sfide senza molta storia. Solo i lusitani, guidati in panchina dal dottor José Maria Antunes, riusciranno ad impensierire i loro avversari battendoli l’8 maggio 1960 nel match di andata allo stadio «Nacional do Jamor» di Oeiras. In gol Joaquim Santana (30’) e Matateu (70’) per i padroni di casa e Borivoje Kostic all’81’. Qualificazione ipotecata già in trasferta per la Cecoslovacchia che il 22 maggio 1960 sistemerà i conti già nel primo tempo contro i romeni: a Bucarest Josef Masopust all’8’ e Vlastimil Bubnik al 45’ tolgono molte speranze ai transilvani allenati da Augustin Botescu. Ancora più decisiva la vittoria della Francia sull’Austria. «Les Bleus» sono i primi a scendere in campo nella serie dei quarti di finale, il 13 dicembre 1959 allo stadio olimpico di Colombès. Just Fontaine, che aveva già stupito il mondo l’anno prima ai mondiali di Svezia segnando 13 reti in 6 partite (è ancora il record in una singola edizione), punisce il portiere Kurt Schmied due volte al 7’ ed al 18’ imitato da Jean Vincent al 38’. Poi, però, i transalpini frenano, si incartano un po’ – un vizietto che costerà loro assai caro nel prosieguo del torneo – e consentono agli avversari di rientrare in partita con Walter Horak poco prima del riposo e con Rudolf Pichler al 65’. Toccherà ai due attaccanti francesi dare la sveglia ai galletti: Fontaine fa tripletta al 70’ e Vincent chiude i conti all’82’.

LE MAGNIFICHE… TRE. I match di ritorno sono delle sentenze inappellabili. Il 27 marzo 1960 la Francia priva del suo attaccante principe si sbarazza dell’Austria all’«Ernst Happel stadion» di Vienna con un netto 4-2: padroni di casa avanti al 26’ (Horst Nemec), poi sorpasso transalpino nella ripresa con Jean-Jacques Marcel (46’) e Bernard Rahis (59’), pareggio dei padroni di casa al 64’ (Erich Probst) prima che François Heutte (77’) ed il capitano Raymond Kopa (83’) spengano le speranze della nazionale allenata da Karl Decker. La Jugoslavia conferma le difficoltà ad aver ragione del Portogallo il quale, però, dura solo un tempo. Il 22 maggio nello stadio del Partizan, a Belgrado, Dragoslav Sekularac porta in vantaggio gli slavi dopo appena 8’ ma Cavem pareggia al 29’. È Zvezdan Cebinac un attimo prima che l’arbitro austriaco Alfred Stoll fischi il riposo a riportare avanti i padroni di casa. I quali dilagano nella ripresa con Borivoje Kostic (55’ e 88’) e Milan Galic (79’) per il 5-1 finale. Il 29 maggio, infine, il ritorno di Cecoslovacchia-Romania dura, in realtà, 18 minuti: il tempo che serve agli spettatori del «Tehelnè Pole» di Bratislava di esultare per i gol di Titus Bubernik (1’ e 15’) e Vlastimil Bubnik (18’) che fermano il punteggio sul 3-0.

L’INVENTORE DELLA COPPA. Ora che il quadro delle semifinaliste è definito l’Uefa può decidere a chi affidare la fase finale del torneo. Toccherà alla Francia, in onore del segretario dell’organismo europeo Henri Delaunay: colui che per primo l’aveva immaginata e proposta. Nel calcio Delaunay aveva un passato da arbitro, ma questo non gli impedì di diventare  nel 1919, a 36 anni, il primo segretario generale della Federazione calcistica francese e poi membro della Fifa tra il 1924 ed il ’28. Fu proprio lui a proporre, nel 1927, la creazione di una manifestazione riservata alle nazionali europee che superasse la Coppa Internazionale riservata alle sole selezioni italiane, svizzere, jugoslave, ungheresi, austriache e cecoslovacche. Ma i tempi non erano ancora maturi, anche per la mancanza di un organismo ufficiale che riunisse tutte le federazioni continentali. La Uefa, infatti, nascerà solo nel 1954 e Delaunay ne diventerà segretario generale. Il primo progetto che fece approvare al consiglio della nuova confederazione fu proprio quello che istituiva il Campionato europeo di calcio per nazioni, mandando in pensione la Coppa Internazionale. L’anno dopo, il 9 novembre, l’ex arbitro divenuto dirigente del calcio europeo morì e non poté quindi assistere al varo della sua creatura. Il 10 luglio 1960, giorno della finale, al Parco dei Principi di Parigi, c’era però il figlio Pierre che nel frattempo aveva preso il suo posto alla segreteria generale dell’Uefa.

4 – segue

© 15 dicembre 2015

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